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MotoGP | GP Indonesia 2022: analisi prove libere

Le Yamaha ufficiali hanno chiuso in vetta, seguite dalle Ducati Pramac. Honda attardata, così come Mir e Bagnaia, per situazioni non dovute alla scarsa competitività

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Doppietta Yamaha nella classifica combinata delle due sessioni di prove libere che si è disputata questa mattina presso il Mandalika International Street Circuit, sede del GP Indonesia 2022. Fabio Quartararo ha fatto registrare la miglior prestazione fermando il cronometro sull'1:31.608. Il campione del mondo in carica ha iniziato nel migliore dei modi l'appuntamento indonesiano dopo le difficoltà riscontrate in sella alla Yamaha YZR-M1 nell'arco della tappa inaugurale che si è disputata al Losail International Circuit.

Il transalpino era stato vittima di un problema tecnico all'inizio della seconda sessione ed è sceso in pista a mezz'ora dalla conclusione del turno. Alla vigilia della tappa di Mandalika, i più grandi punti interrogativi erano rappresentanti dalla riasfaltatura della pista da curva 17 a curva 5 e la nuova tipologia di pneumatico portata dalla Michelin. Due variabili tecniche in più rispetto ai test invernali svolti sul medesimo tracciato asiatico.

La Yamaha YZR-M1, sia con Quartararo sia con Morbidelli, secondo a 30 millesimi dal compagno di squadra, ha mostrato la sua competitività sul giro secco ma anche sul passp gara. La moto nipponica ha evidenziato la sua bontà tecnica soprattutto nel secondo e nel quarto settore. In particolare il retrotreno sembrerebbe offrire maggior stabilità in uscita dalla curve offrendo conseguentemente più feeling ai piloti.

Il fatto che l'asfalto del Mandalika abbia più aderenza rispetto a quello di Losail, offre un vantaggio tecnico alla Yamaha, in grado di far lavorare meglio gli pneumatici su ambedue gli assi. Alle spalle delle moto della Casa di Iwata vi sono le Ducati Pramac di Johann Zarco e Jorge Martín, rispettivamente terzo e quarto. I due ducatisti hanno ottenuto i rispettivi migliori crono sul finale del turno pomeridiano con il pneumatico nuovo morbido al posteriore, con un distacco di poco meno di tre decimi dal leader.

Quinto tempo per Enea Bastianini, il vincitore della tappa d'apertura in Qatar. L'italiano della Ducati Gresini Racing stava facendo registrare la miglior prestazione nell'arco dell'ultimo giro disponibile, 244 millesimi di vantaggio al T3, ma alla curva 13 è stato vittima di una caduta dovuta alla chiusura dell'anteriore che lo ha costretto ad accontentarsi della quinta posizione finale, sufficiente comunque ad avere momentaneamente l'accesso diretto al Q2.

Il campione Moto2 2020 ha svolto un lavoro alla ricerca del miglior assetto con pneumatici soft e medium, date che le basse temperature del tracciato richiedono pneumatici che diano un maggior grip. Ragion per cui non ha usufruito delle coperture hard, che con ogni probabilità testerà nella terza sessione di prove libere. La prima delle Ducati ufficiali è quella di Jack Miller, sesto.

L'australiano è apparso molto a proprio agio con la nuova asfaltatura e con la nuova tipologia di pneumatico portata dalla Michelin e che aveva già approvato nei test di Spielberg. Oltretutto, il ducatista ha svolto delle prove con il nuovo abbassatore all'avantreno della Desmosedici GP-22 e ha fatto simulazione di long-run in ottica gara. Settima l'Aprilia di Aleix Espargaro a precedere le KTM Factory Racing di Sven Binder, ottavo, e Miguel Oliveira, nono.

L'iberico non ha ancora trovato la quadratura del cerchio per quanto concerne l'assetto. Lo spagnolo ha denotato come la nuova carcassa delle coperture Michelin sia più dura e inneschi maggiormente il fenomeno dello spin all'avantreno. Anche con il retrotreno il pilota dell'Aprilia ha riscontrato qualche difficoltà nell'adattamento. Tuttavia, nonostante alcuni grattacapi dal punto di vista tecnico, la performance complessiva ha denotato una moto competitiva a poco più di un decimo di distacco dalla terza posizione.

Alex Rins ha completato la top ten con la Suzuki. Undicesimo Andrea Dovizioso con la WithU Yamaha Racing che si è issato davanti a Taakaki Nakagami e Maverick Vinales. Buoni riscontri anche Fabio Di Giannantonio, 14° con la Ducati Gresini Racing. Il pilota italiano ha svolto un programma di lavoro molto simile a quello del compagno di box. Il rookie si è focalizzato sulla ricerca del miglior set-up per ovviare le problematiche all'anteriore riscontrate in Qatar, dove non si era sentito pienamente a proprio agio.

Anche lui così come Bastianini ha utilizzato le mescole soft e medium, con le quali ha mostrato un buon ritmo nonostante qualche sbavatura nell'arco del giro che non gli hanno consentito di massimizzare la performance. Il focus tecnico per Di Giannantonio nell'ultima sessione di prove libere sarà anche quella di concentrarsi sul migliorare il grip al retrotreno. Venerdì dai due volti per la Honda ufficiale, in testa al mattino e nelle retrovie nella classifica combinata dei tempi.

Pol Espargaro, leader nel turno mattutino, ha chiuso 19°, mentre Marc Marquez ha terminato 22°. I motivi della regressione odierna non sono dovuti alla scarsa competitività della RC213V, anzi. Semplicemente ambedue i piloti sono stati vittime di episodi sfortunati sul finale del turno pomeridiano che non gli hanno consentito di effettuare il time-attack. L'iberico classe 1990 ha avuto un problema al freno anteriore, mentre il pluri iridato è caduto alla curva 11 concludendo nella via di fuga la propria sessione.

L'esposizione delle bandiere gialle sul finire della seconda sessione di prove libere hanno avuto ripercussioni su altri piloti che non hanno potuto effettuare il giro veloce. Vittime di questa situazione sono stati Joan Mir e Francesco Bagnaia, rispettivamente, 20° e 21°. Questo potrebbe complicare il fine settimana sia del pilota della Suzuki sia dell'italiano della Ducati ufficiale, dato che se dovesse piovere nelle PL3, ambedue dovranno affrontare il Q1.

Tuttavia, il ducatista ha denotato come la moto della Casa di Borgo Panigale abbia trovato la messa a punto ideale ottimale per il circuito di Mandalika proseguendo sulla scia di quanto fatto nei test sul medesimo tracciato asiatico.

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